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Herbert Kilpin nasce a Nottingham,al n.129 di Mansfield Road,il 24 gennaio 1870. Ultimo di nove figli, cresciuto agiatamente, ha la possibilità di studiare e di apprendere un mestiere nell’industria tessile, settore particolarmente sviluppato in città . Già a 13 anni prende parte alla fondazione di un piccolo club calcistico,il Garibaldi, i cui componenti indossano maglie rosse, giocandovi da dilettante. Nel 1891, poco più che ventenne, si trasferisce a Torino, chiamato dall’industriale tessile italo-svizzero Edoardo Bosio , per impiantare i primi telai meccanici. Con i colleghi inglesi che lo accompagnano e con lo stesso Bosio interpretano un ruolo fondamentale per la diffusione del Gioco del Calcio ,fondando il Football and Cricket Club,che fusosi con un’altra squadra, i Nobili, da’ vita all’Internazionale F.C. di Torino,con maglia a strisce gialloarancio-nere. Trasferitosi nell’F.C.Torinese, disputa le finali dei primi due campionati italiani,nel 1898 e 1899,contro il Genoa,perdendole entrambe. Da queste sconfitte matura la decisione di fondare un nuovo sodalizio e trasferitosi a Milano con il connazionale Samuel Richard Davies nel dicembre del 1899 da vita, con altri appassionati Milanesi, al Milan Cricket and Football Club. Presidente della società è il connazionale Alfred Edwards,mentre l’appoggio finanziario è garantito dall’industriale Piero Pirelli .Vero innamorato del Calcio, Kilpin è l’alfiere della squadra e pioniere di questo sport in Italia. Del Milan diventa il primo allenatore e il primo capitano,rimanendolo per più di dieci anni. Dopo aver insegnato alla squadra i segreti del Football e introdotto altri amici inglesi,riesce a condurla a traguardi inimmaginabili. Tre volte Campione d’Italia,nel 1901,1906,1907,egli è un maestro ed esempio di professionalità per i più giovani e da tutto il sistema calcistico della prima ora è riconosciuto come “padre fondatore”del calcio Italiano. Disputa la sua ultima partita con il Milan il 12 aprile 1908, sul campo di via F.lli Bronzetti,contro il Narcisse Sport di Montreux. Amareggiato per l’ostracismo mostrato dalla Federazione nei confronti degli stranieri, rimane ancora nell’ambiente calcistico allenando i ragazzi dell’Enotria ,vecchia squadra minore Milanese. Scompare prematuramente a causa di una malattia il 22 ottobre 1916. I suoi resti, per anni rimasti nascosti all’insaputa di tutti al Cimitero Maggiore di Milano nel campo riservato ai defunti protestanti, sono stati rinvenuti dopo minuziose ricerche da un collezionista e memoria storica del Milan, il Sig.Luigi La Rocca, e grazie a lui deposti, per interessamento della stessa società, in una tomba più consona alla sua fama, in un colombare del Cimitero Monumentale.






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